Consulta Universitaria del Greco

La Consulta Universitaria del Greco (CUG) ha il compito di promuovere, favorire, coordinare ogni iniziativa scientifica e culturale riguardante le discipline filologico-letterarie attinenti alla grecità (Articolo 1 dello Statuto).

Costituitasi nel 1981, riunisce i professori di prima e di seconda fascia, in servizio, fuori ruolo e in pensione.

Il Presidente, con mandato triennale, rinnovabile una sola volta, è coadiuvato da una Giunta elettiva composta da quattro professori di prima e due professori di seconda fascia.

Dalla sua fondazione, hanno avuto la carica di Presidente:

1983-1985 Bruno Gentili Università di Urbino
1985-1987 Carlo Ferdinando Russo Università di Bari
1987-1989 Bruno Gentili Università di Urbino
1989-1991 Bruno Gentili Università di Urbino
1991-1993 Carlo Prato Università di Lecce
1993-1995 Agostino Masaracchia Università di Roma “La Sapienza”
1995-1997 Roberto Pretagostini Università di Roma “Tor Vergata”
1997-1999 Roberto Pretagostini Università di Roma “Tor Vergata”
1999-2001 Graziano Arrighetti Università di Pisa
2001-2003 Roberto Pretagostini Università di Roma “Tor Vergata”
2003-2005 Roberto Pretagostini Università di Roma “Tor Vergata”
2005-2007 Fabrizio Conca Università di Milano
2007-2010 Fabrizio Conca Università di Milano
2010-2013 Gabriele Burzacchini Università di Parma

La Giunta è ora costituita da:

  • Patrizia Mureddu (Vicepresidente), Università di Cagliari
  • Mauro Tulli (Segretario e Tesoriere), Università di Pisa
  • Carlo Brillante, Università di Siena
  • Antonietta Gostoli, Università della Calabria
  • Liana Lomiento, Università di Urbino
  • Maria Pia Pattoni, Università “Cattolica”

Soprattutto negli ultimi anni, contrassegnati dalle trasformazioni prodotte dai nuovi ordinamenti ministeriali, laurea triennale, laurea magistrale, scuole di specializ­zazione per la formazione degli insegnanti, la Consulta Universitaria del Greco ha cercato di mantenere vivo il collegamento con le singole Facoltà per formulare proposte didattiche il più possibile omogenee, in linea con i livelli elevati della tradizione filologica in Italia. In tale prospettiva oggi è quanto mai fertile il dialogo avviato con l’Area di Antichistica, nella consapevo­lezza che solo un progetto di sviluppo comune, pur nel rispetto delle singole specificità, possa consolidare le radici dell’Altertumswissenschaft.